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Chiara Ferragni alla première de Il Diavolo veste Prada 2: look audace firmato Francesco Murano

Chiara Ferragni alla première de Il Diavolo veste Prada 2: look audace firmato Francesco Murano
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Sul red carpet londinese del sequel cult, l’imprenditrice sfoggia un abito sensuale e contemporaneo. Una scelta stilistica che segna un nuovo capitolo pubblico.


Londra accende i riflettori sulla première europea di Il Diavolo veste Prada 2 e tra le presenze più osservate spicca Chiara Ferragni. L’imprenditrice digitale arriva a Leicester Square con un look deciso, costruito per catturare l’attenzione in un contesto dominato da star internazionali come Meryl Streep e Anne Hathaway. Dopo giorni lontana dai riflettori per un viaggio in Namibia, il ritorno avviene con una scelta di stile netta, contemporanea e altamente riconoscibile.

Il look firmato Francesco Murano

Per il red carpet, Ferragni punta su un nome emergente della moda italiana, Francesco Murano, scegliendo un abito della collezione Fall/Winter 2024-25. Il modello gioca su contrasti decisi: nero profondo, linee geometriche e un importante cut-out laterale che lascia scoperto il fianco. La silhouette è lunga e fluida, con bustier asimmetrico e una manica ampia che aggiunge movimento alla struttura.

La costruzione del capo riflette una ricerca stilistica precisa, fatta di volumi calibrati e dettagli che rompono la classicità del dress code da première. Il risultato è un look che unisce sensualità e rigore, perfettamente in linea con le nuove tendenze del red carpet internazionale.

Beauty look e messaggio d’immagine

A completare l’outfit, Ferragni opta per sandali neri minimal e gioielli di diamanti, tra cui orecchini pendenti e un bracciale importante. Il beauty look segue la stessa direzione: raccolto messy e smokey eyes intenso, studiati per valorizzare lo sguardo senza distogliere l’attenzione dall’abito.

Sui social, la reazione è immediata: tra commenti come “The Queen is back” e apprezzamenti per la scelta audace, l’immagine che emerge è quella di una figura perfettamente a proprio agio nel contesto internazionale. La presenza a Londra segna così un ritorno sulla scena pubblica costruito attraverso un linguaggio ben preciso: quello della moda come strumento per raccontarsi (ancora una volta).