C’è un luogo, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, che sembra anzi lo è sospeso nel tempo. Strade lastricate, case in pietra, una piazza immobile e un silenzio quasi mistico: benvenuti a Roscigno Vecchia, il borgo fantasma che da decenni affascina viaggiatori, fotografi e appassionati di storia. Qui non ci sono ristoranti né botteghe, eppure ogni pietra racconta una storia, ogni porta chiusa sembra custodire una memoria. Visitare Roscigno significa fare un viaggio nella memoria, una full immersion nella vita di un paese che fu e che oggi si è trasformato in un museo a cielo aperto. Non a caso è stata definita la “Pompei del ’900”, riconosciuta Patrimonio UNESCO dal 1998 e diventata meta per coloro che amano il mistero, l’avventura e la storia.
Roscigno Vecchia, un borgo fermo nel tempo
Roscigno Vecchia è un esempio unico di borgo completamente abbandonato ma perfettamente conservato. Nel corso del Novecento, frane e smottamenti costrinsero gli abitanti a trasferirsi nel vicino centro di Roscigno Nuova, lasciando dietro di sé un paese intatto proprio come un fermo immagine. Le case, la chiesa, la fontana e l’urbanistica sono rimaste come allora, regalando ai visitatori la sensazione di camminare in un paese cristallizzato, sospeso in una dimensione parallela. La sua unicità è anche legata all’ultima figura che l’ha abitata: Giuseppe Spagnuolo, il “custode” del borgo, scomparso nel 2023, che per anni ha accolto i visitatori e raccontato loro la storia di questo luogo, diventando il volto e la voce di Roscigno Vecchia.
Cosa vedere in questo borgo dal fascino senza tempo
La prima tappa è la piazza centrale, dominata dalla fontana circolare e dalle vasche sottostanti, vero fulcro della vita comunitaria di un tempo. Qui si svolgevano le feste, i mercati e i momenti di incontro della comunità. Intorno, le abitazioni in pietra con porte e finestre ancora integre creano scorci di rara bellezza, perfetti per essere immortalati. Merita una visita la Chiesa di San Nicola di Bari, risalente al XVIII secolo, simbolo religioso e architettonico del borgo. A pochi passi si trova il Museo della Civiltà Contadina, che raccoglie oltre 800 oggetti originali: strumenti agricoli, attrezzi per la produzione di pane, vino, olio e lana. È un viaggio autentico nella quotidianità di un mondo che sembra lontanissimo, ma che fino a pochi decenni fa era la realtà di molte comunità rurali del Cilento.
Tesori archeologici: Monte Pruno e il Museo Archeologico
Gli amanti della storia antica non possono perdere la Tomba di Monte Pruno, importante sito archeologico che custodisce i resti di un capo dell’antico popolo Enotrio, vissuto tra VI e V secolo a.C. Salire fino al sito significa anche godere di una vista mozzafiato sulle vallate circostanti, un panorama che da solo ripaga la passeggiata. Non meno interessante è il Museo Archeologico, ospitato nell’Aula del Municipio, dove si possono ammirare reperti e scoprire il laboratorio di restauro che continua a riportare alla luce frammenti del passato. Queste tappe arricchiscono la visita con un contesto storico che va ben oltre la vita del borgo.
Natura e passeggiate nei dintorni
Roscigno Vecchia non è solo un’esperienza culturale ma anche naturalistica. Il Bosco di Difesa e il Bosco Sant’Elia sono ideali per passeggiate tra querce, lecci e pini d’Aleppo, respirando l’aria fresca del Parco del Cilento e concedendosi un momento di vera riconnessione con la natura. Lungo i sentieri è possibile incontrare antichi muretti a secco, fontane in pietra e tracce di mulini come il suggestivo Mulino della Palomenta, testimonianza dell’ingegno contadino che sfruttava le acque del torrente Maiuri. Portare scarpe comode è fondamentale per godersi appieno questi percorsi e scoprire la bellezza lenta del paesaggio cilentano.