Nella bellissima regione del Piemonte, in provincia di Asti, si trova un piccolo borgo molto suggestivo, lontano dal turismo di massa ma talmente particolare che merita di essere visitato almeno una volta nella vita. Celebre per le sue strade acciottolate, le case in pietra e le piazzette tranquille che sembrano uscite da un libro di fiabe, questo piccolo comune nell’area del Monferrato ha un qualcosa di speciale che lo rende unico rispetto a tanti altri borghi del nord Italia: è abitato da pupazzi! Fatti di stoffa, legno e spago, decine di pupazzi animano le vie del centro storico, conquistando l’attenzione dei visitatori e il cuore degli abitanti.
Questo piccolo borgo nel nord Italia è abitato da pupazzi
Stiamo parlando del borgo di Maranzana, un vero e proprio museo a cielo aperto. Arricchito da tante figure di ogni forma e dimensione situate davanti alle porte, sui balconi o anche sulle panchine, Maranzana è uno di quei luoghi dove il tempo sembra essersi fermato e la vita scorre lenta, scandita dal silenzio della natura circostante. Qui, i pupazzi fanno compagnia ai pochi abitanti del borgo (che risultano essere poco più di 200), donando un fascino quasi fiabesco ad ogni angolo della strada. Passeggiare tra le vie di Maranzana equivale ad andare alla scoperta di un mondo fatato, una vera esperienza di vita che meraviglia e scalda il cuore. Ma scendiamo più nei dettagli…
Ecco come è nata l’idea di animare il borgo con i pupazzi…
Vi è mai capitato di visitare un borgo abitato da quasi più pupazzi che persone? Se la risposta è no, allora Maranzana è la meta perfetta per voi. Come anticipato nel paragrafo precedente, passeggiando per le viette del paese vi imbatterete in decine e decine di figure, realizzate con materiali semplici come stoffa, legno, spago e vecchi tessuti. Questi pupazzi rappresentano personaggi di ogni tipo: contadini, artigiani, bambini e anziani, così come figure immaginarie e di fantasia. Ognuno di essi vanta un’estetica curata nei minimi dettagli ed è posizionato in angoli strategici del paese, affinché possa accompagnare i visitatori in un percorso decisamente suggestivo. A questo punto la domanda sorge spontanea: com’è nata l’idea? È nata dalla passione e dalla creatività degli abitanti, in particolar modo dall’ex sindaca Marilena Ciravegna e dall’artista-artigiana Rosy Boccaccio, che cuce i pupazzi nel suo laboratorio in pieno centro di Maranzana, il borgo dei babaci, chiamati così in dialetto monferrino. L’intento era fermare lo spopolamento del paese e provare a rilanciare il borgo attraverso una nuova identità. Insomma, questa forma di arte molto insolita ha trasformato Maranzana in una meta ambita per chi cerca esperienze autentiche, lontane dalle classiche mete turistiche.
Alcuni dei pupazzi più belli da non perdere, emblema del paese
Sono diversi i pupazzi che incontrerete andando all’esplorazione di Maranzana, tutti selezionati con cura, seguendo il filo delle tradizioni che da sempre plasmano l’identità del paese. Tra le stradine, troverete in versione babaci, Paulina del Cappon, la più famosa contadina della campagna di Maranzana, ed Emanuele, il cuoco che inventò in questa zona il servizio dei pranzi a domicilio. Non mancano all’appello i babaci da soli o in gruppo, impegnati a vivere diverse scene di vita vera, come artigiani all’opera, paesani che discutono al tavolo del bar, musicisti, il medico e perfino dei carabinieri che tengono a bada tutti gli altri babaci.
Altri buoni motivi per visitare questo borgo in provincia di Asti
Se pensate che gli unici buoni motivi per visitare Maranzana siano i suoi pupazzi, beh vi sbagliate di grosso. Questo bellissimo borgo situato tra le provincie di Asti e di Alessandria vanta una posizione particolarmente strategica in mezzo alla natura e alla tranquillità. Non a caso, è la meta ideale per gli amanti delle attività outdoor, complici le colline circostanti che offrono numerosi sentieri per passeggiate ed escursioni, con panorami mozzafiato sulla campagna piemontese. La gastronomia locale è un altro aspetto da non sottovalutare! Sono diversi i prodotti tipici del territorio da gustare, come vini pregiati, formaggi e piatti tradizionali, che regalano un’esperienza culinaria autentica e genuina. Tra i piatti più famosi, spiccano gli agnolotti del plin, (ravioli di pasta ripieni di carne serviti con sugo d’arrosto o burro e salvia), le tajarin (sottilissime tagliatelle all’uovo spesso accompagnate da un ricco ragù o da funghi porcini) e la bagna cauda, una zuppa calda a base di aglio, acciughe e olio d’oliva. Da leccarsi i baffi!