Navelli, in provincia dell’Aquila, è uno dei borghi più caratteristici dell’Abruzzo interno e uno dei luoghi maggiormente legati alla produzione dello zafferano. Il paese si trova a circa 750 metri di altitudine, arroccato su un colle che domina l’omonimo altopiano, e conserva un centro storico fatto di case in pietra, archi, scalinate e strade strette.
Il periodo migliore per scoprirlo cambia però con le stagioni. Ottobre è particolarmente interessante perché coincide con la fioritura e la raccolta dello zafferano, una delle produzioni agricole più importanti del territorio. I fiori vengono raccolti manualmente all’alba e lavorati nello stesso periodo, secondo una tradizione che continua a coinvolgere le famiglie e i produttori locali.
Il centro storico di Navelli tra vicoli e palazzi antichi
La visita può iniziare dal borgo medievale, costruito sulla collina e sviluppato intorno all’antico sistema fortificato. Passeggiando tra le vie del centro si incontrano edifici in pietra, archi, piccole piazze e scorci che raccontano la storia agricola e pastorale del paese.
Uno dei punti di riferimento è Palazzo Santucci, edificio seicentesco costruito nell’area dell’antica rocca, accanto alla chiesa di San Sebastiano, di origine medievale. Nel percorso meritano attenzione anche la Chiesa del Rosario e la chiesa di San Girolamo, mentre appena fuori dall’abitato si trova Santa Maria in Cerulis, una delle testimonianze storiche più importanti della zona.
La chiesa sorge sulla Piana di Navelli e conserva elementi di epoca medievale, affreschi e un ambiente ipogeo nel quale sono state ritrovate numerose mummie. È una tappa interessante per comprendere quanto la storia del territorio sia legata non soltanto al borgo, ma anche agli antichi percorsi della transumanza.
Ottobre è il mese dello zafferano
Il motivo principale per scegliere Navelli a ottobre è però lo zafferano dell’Aquila DOP. La raccolta si concentra generalmente tra la seconda metà di ottobre e i primi giorni di novembre, anche se il calendario può variare in base all’andamento della stagione.
La particolarità è il metodo di lavorazione. I fiori vengono raccolti all’alba, prima che il sole li faccia aprire, e successivamente vengono separati a mano per recuperare i preziosi stimmi rossi. La sfioratura, cioè la separazione degli stimmi dal fiore, è un lavoro estremamente accurato e ancora oggi rappresenta una parte importante della tradizione agricola locale.
In questo periodo alcune realtà del territorio organizzano esperienze di raccolta, laboratori e attività dedicate alla lavorazione dello zafferano. È quindi possibile affiancare alla semplice visita del borgo un’esperienza più concreta, entrando in contatto con una delle produzioni simbolo dell’Altopiano di Navelli.
Cosa vedere nei dintorni di Navelli in autunno
Ottobre è anche un buon momento per utilizzare Navelli come punto di partenza per esplorare l’Altopiano di Navelli e i piccoli centri circostanti. Il paesaggio alterna campi coltivati, antichi tratturi e borghi arroccati, offrendo itinerari adatti soprattutto a chi viaggia in auto e vuole combinare storia, gastronomia e natura.
Tra le località da considerare c’è Civitaretenga, frazione di Navelli, dove si trovano il ghetto ebraico, la chiesa di Sant’Egidio e il complesso di Sant’Antonio da Padova.
Per completare la giornata si può proseguire verso Bominaco, noto per il complesso monumentale formato dall’Oratorio di San Pellegrino e dalla chiesa di Santa Maria Assunta, oppure verso altri borghi dell’Aquilano. L’autunno permette inoltre di apprezzare il territorio con temperature generalmente più adatte alle passeggiate rispetto ai mesi estivi e con il paesaggio dell’altopiano già immerso nella stagione autunnale.

