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È uno dei borghi più belli d’Italia, un gioiellino dal fascino senza tempo

È uno dei borghi più belli d’Italia, un gioiellino dal fascino senza tempo
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Questo borgo nel cuore della Sicilia è uno dei più belli d’Italia, una gemma tutta da scoprire. Ecco perché…


Ah, che bel Paese l’Italia! Tra città d’arte meravigliose, paesaggi suggestivi che spaziano dal mare blu alla montagna più incontaminata e borghi suggestivi dove è possibile scoprire le tradizioni più radicate, l’Italia è un vero gioiellino dal fascino senza tempo, capace di incantare chiunque la visiti. Tra i luoghi più suggestivi da visitare almeno una volta nella vita, spicca Calascibetta, un delizioso borgo dal fascino indiscusso situato in provincia di Enna, nel cuore della Sicilia. Inserito ufficialmente nel circuito dei “Borghi più belli d’Italia”- un riconoscimento molto importante attribuito ai centri che conservano in modo eccellente il proprio patrimonio storico, artistico e paesaggistico- Calascibetta è una gemma del sud Italia, adagiato tra le colline della Sicilia centrale e affacciato sul territorio della Enna.

Questo Borgo è uno dei più belli d’Italia: ecco qual è…

Celebre per i panorami spettacolari, i vicoli silenziosi e i numerosi scorci che sembrano usciti da un dipinto, questo borgo è pronto a conquistare tutti i visitatori con il suo centro storico ricco di attrazioni e con i suoi paesaggi naturali circostanti che rendo l’aria incredibilmente romantica e rilassata. Tutto qui parla di un passato ancora vivo, che si respira nell’atmosfera e nelle tradizioni genuine tramandate di generazione in generazione. Ma scendiamo più nei dettagli…

Alla scoperta delle sue attrazioni più importanti

Come avrete avuto modo di capire, Calascibetta è un borgo ricco di attrazioni da non perdere, quasi tutte situate nel centro storico. Il cuore del paese è Piazza Umberto I, arricchita da una grande fontana con statue in bronzo e circondata dal verde della villa comunale, dove si trova anche una statua chiamata Venere di Sicilia. Poco distante sorge la Chiesa di Maria SS. del Carmelo, costruita nel 1771 dai Carmelitani e famosa per un gruppo marmoreo dell’Annunciazione attribuito allo scultore Antonello Gagini.

Tra i luoghi più curiosi ci sono le antiche grotte di via Carcere, scavate nella roccia e usate nel Medioevo come prigioni. Queste cavità colpirono anche il celebre scrittore Johann Wolfgang von Goethe, che nel suo libro “Viaggio in Italia” descrisse il paese come costruito sopra una rupe piena di grotte. Un altro edificio importante è l’ex chiesa di San Domenico, oggi parrocchia ortodossa, nata accanto a un antico monastero domenicano sul quale ancora oggi è visibile un orologio solare. Nella piazza di San Pietro si trova invece una torre fatta costruire dal condottiero normanno Ruggero d’Altavilla per difendere la zona, simbolo dell’importante passato che ha dominato Calascibetta. Concludete il tour del borgo visitando la Chiesa Madre, voluta nel 1340 dal re Pietro II d’Aragona, caratterizzata da tre navate e da decorazioni in stile catalano-aragonese.

La Necropoli di Realmese e il Villaggio Bizantino di Canalotto

Se siete in visita a Calascibetta, non potete assolutamente perdervi la Necropoli di Realmese e il Villaggio Bizantino di Canalotto. La Necropoli di Realmese è uno dei siti archeologici più importanti della zona e rappresenta la seconda necropoli di tipo pantalicano della Sicilia, risalente tra il IX e il VI secolo a.C. Si trova lungo l’antica trazzera che collegava Calascibetta a Gangi, una strada storica che attraversava campagne, borghi rurali e antichi percorsi commerciali fino a raggiungere anche Cefalù sul Mar Tirreno. La necropoli è formata da 288 tombe scavate nella pietra e fu studiata durante gli scavi del 1949-1950 diretti dall’archeologo Luigi Bernabò Brea. Gli studiosi trovarono oggetti antichi come ceramiche, utensili in rame, gioielli e piccoli corredi funerari, oggi conservati al Museo Regionale Paolo Orsi. Alcune tombe mostrano tracce di riutilizzo in epoca bizantina: una, per esempio, presenta una nicchia e una panchina scavate nella roccia, segno che fu trasformata in abitazione.

Poco distante si trova il Villaggio Bizantino di Canalotto, un antico insediamento rupestre nato quando, nel 535, il generale Belisario conquistò la Sicilia. Il villaggio comprende due chiese rupestri e numerosi ambienti distribuiti su più livelli. Gli abitanti avevano creato un ingegnoso sistema per raccogliere l’acqua piovana tramite canaletti scavati nella roccia, convogliandola in piccole vasche utili alla vita domestica. Con l’arrivo degli Arabi, la popolazione si spostò gradualmente verso la parte alta dell’attuale paese, dando origine al primo nucleo abitato caratterizzato da vicoli stretti e tortuosi.

l prodotti tipici locali, un’esplosione di gusto e sapore

Un altro buon motivo per visitare Calascibetta? I suoi prodotti tipici locali, un’esplosione di gusto e sapore. Tra i più celebri, spiccano gli Sgrinfiati, biscotti romboidali a base di mandorle tostate, mescolate con acqua, zucchero, scorza d’arancia e un po’ di liquore secco, poi unite alla farina. Un dolce dal sapore intenso, perfetto con un caffè o a fine pasto. Molto celebre anche il Piacentinu Ennese DOP, un formaggio stagionato fatto con latte ovino di razze locali, arricchito con zafferano e lavorato con metodi tradizionali. Ha una pasta compatta e un gusto deciso.