La sfilata Prada alla Milano Fashion Week 2020

La Settimana della Moda di Milano non finisce mai di stupirci, e Miuccia Prada sa bene come farlo

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    Ormai l’avrete capito, a Milano è in corso la Settimana della Moda e c’è stata anche sfilata di Prada. Soprattutto Prada. Qualche tempo fa qui su stylosophy.it avevamo pubblicato questo articolo riguardante il defilé della collezione uomo dello stesso marchio meneghino, il che ci interessa soprattutto per fare un paragone tra le due location scelte dalla creative director Miuccia Prada per presentarci i modelli del prossimo autunno/inverno 2021.

    Set futuristici

    Durante entrambi gli eventi, infatti, i modelli e le modelle hanno sfilato in strani set futuristici costruiti come in un teatro di posa nella sala Deposito della Fondazione Prada, ad opera dello studio di architettura olandese AMO. Al centro di una stanza circondata dagli spalti su cui siedono gli ospiti della sfilata, sorgono lunghi corridoi illuminati da neon rossi che ricordano quelli della Chiesa Rossa di Dan Flavin e si affacciano poi su una pubblica arena (come piace chiamarla a chi l’ha ideata) con pavimento e pareti decorate a motivi floreali neri. Al centro c’è una scultura-telaio rossa di un uomo che regge il mondo (un moderno Atlante) ed è qui dentro che, se quelli di Milano Moda Uomo li avevamo chiamati impiegati, scorrono le impiegate di Prada.

    Una collezione sportiva con incursioni di gomma

    Gli abiti da donna, tuttavia, hanno poco della divisa e anzi, alla sportività di gran parte dei modelli (che fa pensare più al tempo libero dal lavoro che all’attività d’ufficio vera e propria) si contrappone la strana eleganza peculiarmente pradesca di certi altri, fatta di gonne a frange, queste ultime un motivo ricorrente anche sulle giacche e i capispalla, gilet ricamati con Swarovski neri, abiti di paillettes cucite a mo’ di fiorellini color glicine o giallo. La collezione è fatta di molti toni scuri ma, come è tipico di Prada, non mancano gli elementi dai colori brillanti: verde, giallo, rosso, rosa e lilla servono soprattutto a realizzare calze e scarpe o anche i dettagli di alcune fantasie geometriche dai richiami British che decorano maglioni e gilet. I cappotti sono ingombranti e variegati, si passa da lunghi montoni marroni con alamari di ispirazione orientale a cappotti in lana pettinata dal taglio a sacco. Da giacche di media lunghezza con manica a kimono e tasche sul davanti a eleganti cappotti in nero o blu scurissimo con frange sottili sul fondo. In generale la collezione ha un attire sportivo, arrivando addirittura a presentarci canottiere-vestiti fatte di retina, felpe in tessuti tecnici dal finish lucido in colori pastello, impermeabili, giacconi imbottiti in pelle con cinture in vita e calzature in gomma.

    La varietà delle scarpe di Prada

    È il caso, ad esempio, degli stivali da pioggia con carrarmato rosa o celeste pervinca, delle sneakers azzurre o verde smeraldo e soprattutto dei sandali e delle scarpe basse, stringate e non. Il modello più ricorrente è tagliato in punta e con tacco spesso di circa 7 cm, lo vediamo addosso alle modelle in vari colori, dal bianco candido all’argentato lucido, dal celeste al rosso, dal nero al rosa. Le scarpe basse hanno il cinturino alla caviglia, come anche quelle più alte con strani tacchi geometrici, e punta semitonda o quadrata.

    Le ultime creazioni di Prada si confermano ancora una volta capi sperimentali, per così dire; visti nel loro insieme molto simili a un’istallazione artistica che si integra perfettamente negli ambienti della Fondazione che porta lo stesso nome delle loro etichette.