New York Fashion Week 2020: decadi di ispirazione

Quest'anno la New York Fashion Week ha ospitato delle passerelle davvero meravigliose. Rodarte, Longchamp e Cowan hanno colorato i runway con abiti che ricordavano rispettivamente gli anni '50, '70 e '80

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    La New York Fashion Week si è appena conclusa e stilisti, modelli e staff sono già pronti per volare a Londra per la prossima Settimana della Moda e poi a Milano, in un vortice di abiti, sfilate, eventi, shooting e backstage. Quello di NY è l’appuntamento più ricco dei tre e, come gli altri, presenta al pubblico le collezioni di ready-to-wear per l’autunno inverno 2020-2021. Decine le passerelle in palinsesto, centinaia i capi visti sfilare addosso a modelli più o meno famosi e, in alcuni casi, anche alle celebrities. Miley Cyrus, ad esempio, era sulla passerella di Marc Jacobs. Noi di Stylosophy abbiamo dato un’occhiata a tutto quello che c’era da vedere e tenere sotto controllo e abbiamo pensato di raccontarvi di tre sfilate, nello specifico. Tre sfilate che hanno preso ispirazione dall’estetica degli anni ’50, ’70 e 80: rispettivamente Rodarte, Longchamp e Christian Cowan.

    Rodarte a pois, gli anni ‘50

    La collezione di Rodarte si ispira agli anni Cinquanta sia nei tagli che nelle fantasie. Guardando la sfilata si nota la gran quantità di tessuti a pois, leggeri e dalla finitura lucida, di fiocchi e accessori per capelli un po’ naïf, di colori neutri mischiati a colori accesi: il bianco panna, il rosso, l’azzurro carta da zucchero, il verde. Molti sono i capi a taglio scamiciato, con colletti e bottoncini sul davanti, gonna morbida al ginocchio o longuette e cinturine con fibbia in vita. Non mancano poi le ruches, le mini fantasie e soprattutto pizzi e ricami: gli abiti che più balzano all’occhio sono bon ton e bucolici allo stesso tempo, fatti di tulle ricamato con piccoli motivi floreali o cristalli che fanno brillare il tutto. I guantini in pizzo o quelli lunghi fino al gomito, pensati per gli ensemble serali più ricercati, e le retine per la testa arricchiscono gli outfit rendendoli piacevolissimi alla vista, soprattutto se raggruppati in un vortice di stoffe che svolazzano durante i momenti finali della passerella. Come in tante collezioni “americane” che si rispettino non possono mancare alcuni accenni all’estetica del Far West ottocentesco: così potremo vedere gonne a balze con ruches, vestiti rossi e luccicanti con piccoli strascichi, maniche a palloncino. Un’ultima menzione va data a quella parte della collezione di Rodarte che ha come tratto caratterizzante ragni e ragnatele. Ebbene sì, su molti modelli le sorelle Mulleavy hanno applicato ragnatele rigide e ragni fatti di strass e cristalli come elementi decorativi: una svolta sicuramente inaspettata.

    In montagna con stile: Longchamp e i Settanta

    Longchamp fa sfilare una collezione estremamente posata, ma glamour e pensata in ogni minimo dettaglio. Si nota subito l’accostamento tra colori base come il marrone e il nero e nuances accese come il verde e l’arancio; poi ancora la varietà nei tessuti che vanno dalla lana a quelli tecnici per i piumini, dal cuoio al suede per abiti, calzature, soprabiti e accessori, le fantasie astratte dei maglioni e l’eco fur. Ma andiamo un po’ più nello specifico: per intenderci, i capi di Longchamp starebbero benissimo addosso alla stilosissima Blake Lively, durante un rilassante ritiro in una villa ad Aspen insieme alla sua ridente famiglia. Molte sono le gonne longuette a fantasia geometrica che ricordano l’estetica dell’hotel più creepy che ci sia: quello di The Shining. Altre presentano un motivo a rete larga e top squadrato con cinture in vita a più fibbie. Poi giacchini in pelle dal vibe “corse di macchine”, gli immancabili pantaloni a palazzo o a zampa d’elefante, magari in velluto a coste o pettinato, jumpsuit abbinate a grossi maglioni a collo alto con trecce alternate ad abiti lunghi dalla linea morbida e dai tessuti leggeri. I soprabiti sono tendenzialmente mantelle e ponchi, con o senza cappuccio, ma un posto d’onore va riservato al particolarissimo cappotto doppiopetto rosso di vernice con maxi collo in pelliccia e dettagli neri e alle calzature: stivali e stivaletti di ogni forma e colore, in verde, rosso, marrone e argento, come per la maxibag abbinata ad alcuni dei look in passerella, a punta semitonda e con tacco largo.

    Eighties love: Christian Cowan e l’animalier dorato

    La collezione di Cowan attinge a piene mani dall’estetica esageratissima che tutti sappiamo appartenere agli anni Ottanta. Non potremmo descriverla in altro modo che così. La stampa animalier è la prediletta, resa ancora più aggressiva dalla contrapposizione tra nero e color bronzo e oro sui tessuti. Non mancano poi mini dress cortissimi e attillati in velluto, body dalla sgambatura vertiginosa abbinati a collant luccicanti e felpe o giacchini bomber dalla finitura super sportiva. I pezzi forti sono gli abiti che fanno del viola, del verde, dell’oro e dei tessuti metallici i loro punti focali. Maniche a palloncino estremamente gonfie, Swarovski ovunque, giacche doppiopetto con revers a punta abbastanza lunghe da potersi spacciare per mini dress, poi ecofur leopardate, abbinate a gonne in pelle dorate e plissettate, abitini carichissimi fatti di maniche arricciate che ricordano la carta stagnola. I pezzi più particolari della collezione di Christian Cowan sono indubbiamente impegnativi da indossare, ma facilissimi da apprezzare, fosse anche solo per il grande amore per gli anni ’80 che traspare dalle loro forme. Se volessimo andare a fare un giro per le strade di New York e sentirci come una Carrie Bradshaw all’inizio della sua carriera, potremmo andare a vestirci da lui e sicuramente non sbaglieremmo!