E’ morto Hubert de Givenchy: il maestro di moda che creo’ il mito del tubino nero di Audrey Hepburn

E' stato uno dei più grandi e visionari stilisti del '900 e anche se il suo volto o il suo nome non vi dicono nulla, avete adorato uno dei suoi capi iconici: sue infatti la mente e la mano che hanno dato vita al tubino nero indossato da Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany

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    E’ morto Hubert de Givenchy: il maestro di moda che creo’ il mito del tubino nero di Audrey Hepburn

    Si è spento il 10 marzo, all’età di 91 anni Hubert de Givenchy, uno dei più grandi stilisti francesi. Forse il suo volto provato dagli anni, o ancora il suo nome che state vedendo circolare sui Social, non vi diranno tantissimo. Eppure Hubert de Givenchy è stato uno dei GRANDI della moda del ’900, un uomo che con la sua creatività ha saputo cambiare le regole della moda stessa. E sicuramente, almeno uno dei suoi capolavori lo avete ammirato e amato, e lo custodite gelosamente nel vostro armadio pronto a tirarlo fuori in ogni occasione. Stiamo parlando del tubino nero. Fu proprio lui infatti a disegnare per Audrey Hepburn il celeberrimo tubino nero di Colazione da Tiffany. Ma il conte Hubert James Marcel Taffin de Givenchy vale la pena ricordarlo non “solo” per il tubino nero.

    Nato in una famiglia aristocratica, suo padre, morto giovanissimo era un marchese. Cresciuto dalla madre e dalla nonna, Hubert dovette lottare per riuscire a inseguire i propri sogni e la passione per la moda, non vista di buon occhio dalla famiglia.

    Gli studi e gli esordi

    Ma il suo spirito e la sua creatività crescono, soprattutto in seguito al suo trasferimento a Parigi per studiare all’École Nationale Superieure des Art. Qui, a soli 25 anni, nel 1952 inaugura il suo atelier, e forte dell’esperienza fatta al fianco di grandi nomi come Luciene Lelong, Piguet, Jacques Fat e Schiapparelli, la sua arte viene da subito apprezzata, desiderata dalle donne di tutto il mondo.

    Dedica la sua prima collezione a Bettina Graziani, la più richiesta modella dell’epoca. E di qui, il connubio con donne meravigliose diviene sempre più stretto e fiorente.

    Nel giro di pochissimo tempo la sua fama cresce e passa ben presto dalle vetrine delle boutique ai palcoscenici più famosi di tutto il mondo.

    L’incontro con Audrey Hepburn

    Nel 1953 un incontro cambia la sua vita, personale e artistica: incontra Audrey Hepburn. Lei così meravigliosa, eppure così diversa dalle donne pin-up di quegli anni conquista Hubert, che disegnerà per lei l’iconico tubino nero.

    Lo stile di Hubert de Givenchy, che sceglie proprio la minuta ed elegantissima Hepburn come musa ispiratrice, si contrappone al “New Look” di cui Dior è il maggiore rappresentante, che vuole la donna vestita con gonne dalla vita alta e strizzata ma dai volumi ampissimi. Givenchy infatti crea abiti morbidi, comodi, che rappresentano e rispondono davvero alle esigenze della donna moderna, che si ribella alle imposizioni anche del costume. Una donna “liberata” come lui stesso diceva.

    Il tubino nero, la blusa Betti e il ballon coat

    Hubert de Givenchy va ricordato, oltre che per il rapporto con Audrey Hepburn, che prestò (a titolo gratuito e per amicizia) il volto alla prima fragranza di Givenchy, L’Interdit, diventando la prima attrice a prestare un volto ad una campagna pubblicitaria di un profumo, anche per la blusa “Bettina”, una camicia in cotone bianco con collo aperto e maniche adornate da ricami inglesi.

    Ma anche per il balloon coat, un di cappotto bombato, amato e indossato spesso da un’altra icona dell’eleganza dell’epoca, e cioè Jacqueline Kennedy e il vestito baby doll, che circondava con grazia le ascelle per poi proseguire sulla silhouette del corpo allargandosi.

    Un uomo che va dunque ricordato, celebrato, per il suo genio, la sua capacità di vestire le donne non solo di abiti, ma di uno stile unico e riconoscibile che ha segnato indelebilmente la moda del ’900. E anche dei nostri giorni.