Armani contro Gucci: re Giorgio attacca le teste tagliate di Alessandro Michele

La Fashion Week è ancora in corso e una polemica battuta di Giorgio Armani sta facendo discutere il mondo della moda. Oggetto della querelle le teste mozzate in passerella da Gucci.

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    Armani contro Gucci: re Giorgio attacca le teste tagliate di Alessandro Michele

    Teste mozzate in passerella? Siamo al limite!” tuona Re Giorgio al termine della sua sfilata sulle passerelle della MIlano Fashion Week. Non pronuncia nomi, ma il riferimento è chiaro ed evidente e non solo per gli addetti del settore. Si riferisce infatti alla super discussa sfilata di Gucci, frutto della fantasia visionaria di Alessandro Michele che ha fatto sfilare con i modelli e le modelle cuccioli di drago, serpenti e delle riproduzioni fedeli di teste mozzate portate con nonchalance sotto braccio.

    Non le manda di certo a dire il re della moda italiana, Giorgio Armani, che si scaglia contro la sfilata portata in scena da Alessandro Michele, direttore creativo di un’altra storica casa di moda protagonista della settimana della Moda di Milano, e cioè Gucci. Secondo Mr Armani infatti, quando è troppo è troppo, e una sfilata in sala operatoria con modelle con finte teste mozzate sottobraccio è “oltre il limite del buon gusto“.

    Milan Fashion Week: Gucci
    La discussa testa tagliata sulla passerella di Gucci / Ansa

    Una frecciata dritta al bersaglio, che raccoglie probabilmente lo sconcerto di molti amanti (e non) della moda, spiazzati totalmente dalla sfilata di Gucci, di cui si parla da giorni (anche sui social, attraverso l’hashtag #guccichallenge)

    Molti però sono anche quelli che si scagliano contro la dichiarazione di Giorgio Armani, accusato di essere troppo “vecchio” e ormai superato.

    Milano moda donna F/W 2018 2019: Giorgio Armani
    Un abito della sfilata di Giorgio Armani della fall/winter 2018-2019 / Ansa

    Alessandro Michele ha spiegato la sua “rappresentazione” sostenendo che tutti siamo un pò il Frankenstein di noi stessi e che in particolare lo stilista, cuce, taglia, applica, distrugge e ricostruisce seguendo la propria fantasia ed ispirazione. Certo spiegata così ha tutto un altro significato, tuttavia non colto al volo proprio da tutti.

    Milan Fashion Week: Gucci
    La sala operatoria, laboratorio creativo secondo la filosofia di Alessandro Michele / Ansa

    Ci chiediamo se sia possibile una via di mezzo, un punto d’incontro fra l’armonia e la sicurezza che danno le linee e i colori classici scelti da Giorgio Armani, una certezza per la moda italiana, e l’estro e la fantasia spesso fuori dagli schemi di un giovane e talentuoso Alessandro Michele (ricordiamo che le teste sono state realizzate a Makinarium, una fabbrica romana che si occupa di effetti speciali per Cinecittà), a cui bisogna riconoscere l’aver portato Gucci spesso al centro delle cronache della moda più glam.

    La risposta, ci auguriamo, possa essere SI, perchè le donne dopo tutto sono tante e così profondamente diverse fra loro che se di democrazia si può parlare nell’elitario mondo della moda, forse è proprio quella che permette a queste ultime di scegliere, interpretare e quindi fare propria la filosofia di un brand.

    E voi, siete più classico Armani o più eccentrico Gucci?