Milano Fashion Week 2020: Alberta Ferretti vola tra gli anni Trenta e Ottanta

Tanti toni scuri, abiti accollati e autoritari, con qualche pizzico di rosso, blu e viola. Per l'autunno/inverno prossimo la stilista punta su un'eleganza a metà strada tra il prêt-à-porter e l'Alta Sartoria

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    Alberta Ferretti ha presentato la sua nuova collezione autunno/inverno 2021 lungo una passerella buia e castigata come i suoi abiti. Molti i modelli presentati, ma tutti caratterizzati da elementi ricorrenti che noi di Stylosophy abbiamo cercato di riassumere per darvene un’idea.

    Colori scuri e accollature

    Balzano subito all’occhio, o più che balzare si insinuano, le scelte cromatiche: grigio, total black, argento e qualche incursione di viola, rosso e di un azzurro che ha qualcosa del lavanda. Dicevamo castigata, ma perché? Alberta realizza capi accollatissimi in ogni forma, a collo alto sono i maglioni di lana pettinata o pelosa, le camicie con colletti a mini gorgiera, gli abitini a ruches e a balze di tessuti leggerissimi che si muovono come fossero sottacqua al ritmo della falcata delle modelle.

    Divise anni Trenta e spalline anni Ottanta

    L’ispirazione giunge dall’estetica degli anni ’30, con le sue divise militari che oggi appaiono ai nostri occhi estremamente eleganti e suggestive, e si mischia con quella degli anni ’80! Ebbene sì, anche stavolta non si scampa dalle spalline larghissime, dalle maniche a palloncino con elastici sul polso, dalle giacche informi strette in vita da cinture con mini borchie dorate, da accessori e maxi gioielli come collane a catena a maglia larga e orecchini giganti. Ferretti sceglie principalmente modelli di pantaloni a vita altissima, con pinces da cavallerizza e fianchi a palloncino. Li abbina a stivali con tacco in camoscio morbidi a punta semitonda e a giacche larghe, spesso in pelle e in tinta col resto. Fantasie a quadri classiche ed eleganti rendono i look particolarmente seriosi, ma anche indubbiamente magnetici ed eleganti.

    Prêt-à-porter o Alta Sartoria?

    Alberta, inoltre, non si ferma qui. Realizza abiti in chiffon ricamati con centinaia di perline argentate e mini frange, numerose jumpsuit in denim, lana o tessuti tecnici luccicanti, argentate con ruches e mantelline, vestiti dal taglio a sirena a metà tra un tubino e una gonna da flamenco e abitini dal gusto disco dance. A un certo punto in passerella sale una di quelle modelle super longilinee e magrissime che piacciono tanto a Ferretti con indosso un magnifico abito nero lungo arricchito da un dragone ricamato con mini cristalli sul davanti. Quella parte della collezione ci fa pensare alle meraviglie dell’Alta Sartoria, non possiamo negarlo.

    La sensazione che resta al termine del défilé, o meglio il bruciante desiderio che rimane, è quello di procurarsi i suoi abiti e vestirsi da donna di mondo, autoritaria e cosmopolita, di stile e ricercata. I tagli sono maschili, i colori tendenzialmente scuri, d’altra parte è della scuola Armani che stiamo parlando: quella degli intramontabili!