Trend Wrap Up – Una sintesi sulle tendenze delle collezioni donna Spring Summer 2012

da , il

    La Spring Summer 2012 sarà indubbiamente una stagione felice e vibrante; le donne avranno l’imbarazzo della scelta grazie a proposte di stili molto diversi, seppur con denominatori comuni fra i quali il ritorno ad un femminilità più autentica, creativa e solare, ma anche elegante e sofisticata, dolce e forte e che lascia dietro di sè un modello aggressivo, scegliendo tacchi più discreti ed elaborati e la sempre elegante clutch ma oversize che accompagnano un guardaroba raffinato, partendo dagli anni’20 per giungere ai mitici anni’60. Grafiche di jais e perline per l’art déco di Gucci ma anche le costruzioni tridimensionali dai giochi geometrici di Marni.

    La quasi couture per la borghese ed intellettuale degli anni ’60 di Fendi per giungere ai bagliori tribali di Alberta Ferretti e i safari spaziali e raffinatissimi per il rilancio di Genny… E Raf Simons celebra la bellezza tout court, concettuale si, ma una Jil Sander tanto femminile da frequentare spesso i saloni di bellezza o le beauty spa degli anni ’50, e che indossa i maglioni impressi dai motivi artistici delle ceramiche di Pablo Picasso. E poi, le donne e motori di Prada, che rievocano la borghesia americana degli anni ’50 e il suo Happy Days e che sposa malgrado il “potere maschile”, la dolcezza femminile; un valore quello su cui Miuccia Prada ha voluto soffermarsi ed affermarsi con la sua collezione che non è sinonimo di debolezza, tutt’altro.

    Non mancheranno le forme fluttuanti, le stampe euforiche, la leggerezza latino americana di Missoni, la splendida gipsy di Etro e i tribalismi esotici rivisitati . Ma soprattutto, la necessità impellente di un ritorno all’italianità e ai suoi valori, Dolce & Gabbana ce ne ha dato una dimostrazione molto incisiva, accompagnando la sua favolosa donna anni ’50, che si muove con le grazie di un’autentica femminilità, ai suoni di un Mambo Italiano.

    Una stagione che propone un ritorno fortemente voluto ed affermato a valori e sapori, dissipati nel tempo ma mai persi del tutto e che ritrova il piacere di indossare per comunicare la bellezza. Collezioni che vibrano i molteplici sapori di una vita che vuole riaffermare valori e positività.

    Un inno alla bellezza del passato che guarda al futuro con una spinta alla rinascita, tutta italiana

    TEMA 1

    Una lady chic, raffinata, spiritosa, speranzosa e vibrante… Ma anche estremamente femminile seppur intellettuale e perché no con un forte richiamo a quella borghesia milanese degli anni ’60. Un richiamo nostalgico con una spinta positiva a voler sottolineare che la crisi viene cosi scavalcata attraverso un sogno di concreta bellezza, illustrata nelle sue molteplici forme ed aspirazioni, con il solo denominatore comune di regalare una vita più serena, intimista, colta e gioiosa.

    Queste sono le nuove armi che segnano una delle tendenze della PE 2012 e che lasciano dietro di sè l’ascia di guerra di una donna aggressiva che suppliva così, alla consapevolezza di una crisi sociale.

    Alcuni l’hanno proposta con esercizi di stile che rasentano la couture, applicando la maestria sartoriale degli anni ’60 per una donna sospesa fra sogno e realtà, come ha voluto dimostrare Karl Lagerfeld per una Fendi che ricerca nel passato una raffinatezza rassicurante e che indossa la gonna sopra il ginocchio oppure il tailleur a righe e una serie di abiti da cocktail con maniche a sbuffo.

    Alessandro Dell’Acqua e la sua collezione N°21 ricorda anch’essa la borghesia milanese dei ‘60 ma rievocandone le silhouette maschili, gli Oxford contrapposti a piume argentate… Francesco Scognamiglio arretra agli anni ’20 che guardano attraverso le trasparenze dei pizzi e dei chiffon, mai volgari.

    La rinascita di Genny è stata affidata alla ricerca di Gabriele Colangelo che in un certo senso ha proposto anch’esso una donna ricca anche se più contemporanea ma pur sempre legata ad un benessere sofisticato con i suoi cocktail dress scollati e le gonne in pelliccia rasata.

    Jil Sander dedica la collezione ai tempi in cui la purezza, l’elitismo ed una certa aristocrazia frequentavano circoli femminili del Modernismo e racconta questo universo, nella cornice delle beauty spa per sottolineare la bellezza nella sua essenza.

    Antonio Marras immagina uno scenario di Claire e Solange servette dell’opera di Jean Genet e che scovano dal guardaroba della padrona gonne tubolari da vera signora e vestaglie da lavoro.

    Dolce & Gabbana recuperano l’italianità sana e speranzosa delle donne prosperose ed autentiche che non temono gli abiti floreali dalle tese larghe e i corpetti aderenti…

    Miuccia Prada contrappone all’intramontabile attrazione per il “potere maschile”, la dolcezza femminile che riesce a non soccombere, grazie ad una complicità ironica con il gioco sottile ed incisivo delle donne e motori .

    Fluttuante e sinuosa

    COMPOSIT 2

    Chiffon, sete, trasparenze e strati di tessuti, o a tinta unita che scivolano su gonne gipsy coloratissime come quelle proposte da Emilio Pucci e dal suo stilista Peter Dundas che ha voluto raccontare una storia che riporta a Saintes Maries de la mer, dove si celebra la patrona dei gitani, inneggiando così la bellezza con una festa di colori e tessuti.

    Meravigliosamente fluttuanti anche gli abiti di Aquilano Rimondi, con le sue creature di organza o chiffon plissettate.

    Cosi come Versace propone una sirena molto techno ma i cui abiti dal corpetto stretto e dalle lunghe gonne morbide e svolazzanti da un jersey plissettato le rendono sinuose e sensuali.

    Organze leggere come piume sulle coloratissime stampe di Dolce & Gabbana e sugli abiti e le maxi gonne di Missoni.

    Anche Prada lancia alcune uscite, sempre ispirate agli anni ’50 avvolte da morbidi plissé di seta. Un tema importante che vuole sottolineare ancora una volta le forme e sinuosità a volte con grazia e uno stile retrò, altre spingendosi su volumi e colori ridondanti ma estremamente femminili.

    Geometrie tribali e stampe amazzoniche

    COMPOSIT 3

    Sono molti i brands che hanno rievocato la classe di altri tempi, unendola a proposte tribali… Una grande quantità di stampe jungle e di grafiche tribali raffinatissime, cucite sul corpo a volte da ricami e pizzi oppure da perline e jais unite alle frange.

    Molte le frange, anche per gli accessori che richiamano l’Africa, contaminata da colori come il rosso cannella, il giallo zafferano, il blu copiativo unito al cocco, ed anche molte le proposte di raffia intrecciata o lavorata su scarpe e borse.

    Il tribale geometrico di Alberta Ferretti, sfila una donna che cammina su una giungla d’asfalto. I suoi inconfondibili abiti sono carichi di tribalismi esotici lavorati a mano con la tecnica dell’intaglio, ma anche sottovesti che accompagnano il corpo con effetti visivi di intagli che ricordano i tatoo.

    Cosi come Bottega Veneta propone alcuni dei suoi abiti dal richiamo tribale, ma soprattutto gli accessori in pitone, cobra, karung o struzzo dalla stampa ingigantita, ricordano anch’essi, dipinti tribali.

    Etro, lancia alcuni abiti dalle stampe che per un attimo abbandonano lo storico paisley, sostituito da altre che richiamano la giungla e che si mescolano ad un tribale vagamente egiziano. Cosi come Bottega Veneta, si ispira ad un etnico, dalla grafica egizia.

    E poi, Marni che seppur fa prevalere una collezione costruita da strati quasi architettonici, non tralascia delle uscite dai grafismi prettamente africani. Per giungere all’abbinamento gonna e blusa, che mescola zebrato e leopardato di Gucci.

    Ma anche alcune ispirazioni jazz degli anni’20 per gli abiti di Gucci che seppur dall’aspetto retro’ contengono anch’essi un’anima tribale.