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Sfilate primavera estate 2013: temi e tendenze

Sfilate primavera estate 2013: temi e tendenze
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    Siamo abituati ad associare uno stile, un’icona o una coerenza stilistica, alle maison ormai consolidate. Eppure, per la prossima stagione, molti stilisti hanno calcato le passerelle della primavera estate 2013 con un vero e proprio cambio di rotta, il cui motto “Less is more” ha spiazzato.

    A cominciare da Dolce & Gabbana, che ha rinunciato all’esaltazione del glam e ai fuochi d’artificio, per presentare una Sicilia già vista ma che a questo giro ha scelto di celebrarne l’abilità artigianale; che non si adopera di certo per creare tendenze ma che esiste da sempre, per ricordare un patrimonio radicato.

    Marni, a cui si associano le coloratissime stampe, non poteva sfilare nulla di più semplice e spoglio di un prendisole bianco. E per le stampe della prossima primavera estate ha scelto toni monocromatici esaltando con essi i volumi a tratti geometrici e con questo, Consuelo Castiglioni ha celebrato una donna semplice, pulita ma soprattutto luminosa.

    Angela Missoni, invece, decide di fare piazza pulita, sopprimendo l’arcobaleno dal quale Missoni ha sempre attinto, per ripartire dal bianco, sfumando verso il rosa corallo per concludere con il nero.

    Miuccia Prada, poi, affida la sua collezione alle emozioni – anch’esse più forti di qualsiasi tendenza – dichiarando che gli abiti sottolineano i pensieri e propone una sfilata dove poesia e aggressività, dolcezza e durezza, sono parte della stessa mise che s’incarna in un abito chiuso davanti ma profondamente scollato dietro, in uno scenario che richiama la sensualità del Sol Levante.

    Spiazza Donatella Versace, che dice di aver voluto un nuovo “challange”, sopprimendo l’iconico bustier e sfidando la sorte per mezzo di pizzi e merletti, di abiti lingerie dal forte impatto se accostati alla pelle nera.
    Anche Giorgio Armani sottrae colori e tacchi ma aggiunge gli orli e concede alla sua musa gli shorts morbidi e fluttuanti.

    Ma poi, c’è chi rinuncia al piacere forse scontato della leggerezza dei tessuti estivi, prediligendo la pelle e la pelliccia.Salvatore Ferragamo propone una pelle tagliata al laser e termosaldata con il tulle oppure pantaloni profilati di lacci in pelle regalando alle gaucho molte alternative. Ed è pelle anche per Trussardi, che la propone per abiti, blazer e bermuda da ciclisti. Pelle estiva, con i suoi giochi di trasparenze.

    E se, per alcune maison, il “less is more” ha sradicato dal nostro immaginario ciò a cui eravamo abituati, non si può dire che la prossima stagione non sia in grado di soddisfare l’appetito dei consumatori per la grande varietà di proposte. Tessuti delicati a profusione e stampe che si animano su voile e chiffon, ma anche su tessuti più statici, adoperandosi a definire i volumi geometrici proposti da moltissimi brand.
    Abiti monocromatici su volumi scultorei. Lunghe le tuniche e fluttuanti i pigiama palazzo.

    Se la crisi persiste, lasciando tutti sospesi e incapaci di prevedere un futuro certo, gli stilisti invece, non si sono fatti mancare idee e sorprese, contrastandola con una spinta creativa che non farà mancare nulla al guardaroba femminile.

    Uno sguardo ad oriente

    Se non sono le stampe, sono i kimono in tutte le salse, più che meritevoli come sostituzione alla classica tunica che abbiamo visto sfilare a più riprese, anch’esso un “must have” .
    Dal Giappone all’Indocina sono in molti a essersi ispirati senza mezze misure alla cultura del costume, che si afferma con i suoi inconfondibili simboli, richiamando all’ordine una femminilità più sommersa e affascinante perché in sè racchiude i contrasti.

    Veronica Etro ha proposto dei veri e propri dipinti – riappropriandosi delle stampe dipinte a mano – rubati all’immaginario giapponese e sfilando una principessa guerriera che indossa completi kimono, vestaglie e caftani.

    Aquilano e Rimondi hanno affidato la loro collezione a tessuti d’alta moda dalle stampe arlecchino, dove non mancano le forme kimono e gli abiti che ricordano il Sol Levante ma le cui stampe richiamano il più delle volte la commedia dell’arte e le suggestioni pittoriche.

    Peter Dundas interpreta l’indocina, regalando una versione molto sexy con i suoi abiti da sera dai tagli orientali, animati da dragoni d’orati dando una nuova verve ad Emilio Pucci.

    Prada propone sandali da gheisha con calze tabi in pelle da indossare con il tailleur-kimono laddove giacche, mantelle e gonne a pannelli sono i nuovi kimono, stretti da doppiatura a effetto obi. Non mancano i fiori che sbocciano, come simbolo di rinascita applicati come degli intarsi vagamente pop persino alle pellicce.

    Nuove-forme

    Le aspettative non sono state deluse dalle novità proposte nella settimana della moda. Un mix di proposte creative e commerciali hanno certamente appagato l’attesa dei buyers.
    Le forme sono un gioco e molti hanno giocato con le forme per dare corpo ad abiti, soprabiti e gonne dai volumi più svariati, dando vita a nuove silhouettes.

    Moda e geometria con spalle tondeggianti e silhouette a uovo di Marni.

    Gli abiti super femminili, ispirati agli anni’40 di Bottega Veneta, dalle spalle sostenute e le linee scivolate fin sotto al ginocchio.
    E i volumi essenziali come in un’architettura contemporanea per le mise di Jil Sander che al suo come back, riafferma il suo inconfondibile dna. Ma anche, abiti con maniche a mezzaluna e intarsi ovunque sono state la vera grande novità di stile.

    Aristocratica e sartoriale

    Le maison affidano sempre di più le loro linee alla maestria artigianale e all’eccellenza delle tecniche più ancestrali. Una dimostrazione “over the top” l’ha data Dolce & Gabbana illustrando il meglio dell’artigianalità italiana, applicata alla tradizione e alla fantasia siciliana, capace persino di creare abiti in raffia, decorati con coralli anch’essi in raffia.

    Alberta Ferretti ha sfilato delle meravigliose sirene che indossano un’infinità di ricami e di dettagli che si profilano come l’opera di un lusso artigianale.
    Frida Giannini si è ispirata per la maison Gucci, alle eleganze aristocratiche degli anni’70, ricordando gli scatti in bianco e nero di Gian Paolo Barbieri e di Richard Avedon.
    L’abito sarà, per la prossima stagione, il simbolo di una nuova aristocrazia.

    Stampe e colori

    Colori e stampe continuano a calcare le passerelle. E quando si parla di stampa va da sé associarle a sete e chiffon con una serie di abiti che fluttuano quasi impalpabili, per far emergere fiori e farfalle da Etro. Creature marine mixate a stampe animalier da Just Cavalli. La Sicilia popolare stampata su abiti super femminili da Dolce & Gabbana.

    La moda per la prossima primavera estate sarà tutta una stampa. E, una lunga serie di passerelle hanno dato il via alla sfilata con il “total white”per chiudere con un “total black”.

    Stampa e colori 2
    Il bianco è stato anche profilato di rosso. Come nel lungo abito di Gucci, adornato di rosso corallo che come un collier fa risaltare il candore etereo. Per la pelliccia bianca di Prada, inserti di fiori rossi. Strisce bianche e rosse per Dolce & Gabbana. Un “fil rouge”, quasi a non voler eccedere con il colore. Ovvero il colore si, ma appena accennato per far risaltare la purezza.

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