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Second Life: regole di stile per gli avatar

Second Life: regole di stile per gli avatar
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    Credete che su internet potete fare tutto quello che volete, senza seguire le regole di stile e di bon ton alle quali sottostiamo nella vita reale? Vi sbagliate di grosso. Anche gli avatar devono seguire delle regole di buona convivenza. Regole che non riguardano solamente il modo di comportarsi, ma anche l’abbigliamento.

    Second Life, infatti, ha deciso di imporre dei limiti. Basta ad avatar troppo variopinti nei meeting o nelle riunioni che le aziende svolgono sulla piattaforma virtuale. Entro il 2013 il 70 per cento delle societa’ imporranno ai propri dipendenti, che rappresentano l’azienda anche sui social network o su siti di realta’ virtuale come Second Life, di avere un abbigliamento sobrio.

    Dimenticatevi allora le orde di capelli viola e verdi, le borchie o la moda dark. Anche su Second Life, se rappresentate il vostro posto di lavoro, dovrete rispettare il bon ton: abbigliamento sobrio, meglio giacca e cravatta per lui e tailleur per lei, o moda casual se l’azienda e giovane, e soprattutto niente capelli colorati o make up estremi.

    Mentre cresce l’uso di ambienti virtuali a fini di business le imprese devono capire che i loro dipendenti usano gli avatar in modo tale da influire sulla reputazione aziendale. Per questo consigliamo di stabilire dei codici di comportamento validi per tutte le situazioni, reali o in 3D che siano“. Queste le parole di James Lundy, vice president di Gartner. Ovviamente, non si tratta di censurare la creativita’ di ogni singolo utente: si potra’ comunque personalizzare il proprio avatar, ma senza esagerare troppo nei dettagli.

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