Relish: l’agenzia pubblicitaria difende la sua campagna

Relish: l’agenzia pubblicitaria difende la sua campagna
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    Relish ha dato scandalo con la sua ultima campagna pubblicitaria. A Napoli il sindaco Rosa Russo Iervolino ha gia’ tolto quei cartelloni pubblicitari, rei, secondo gli accusatori, di istigare alla violenza contro le donne. Ma le polemiche continuano e le femministe promettono battaglia in tutta Italia.

    Relish, il marchio italiano di moda, sta facendo parlare di se’ piu’ per lo scandalo scaturito dalla campagna pubblicitaria che dalla sua collezione. L’agenzia pubblicitaria ha voluto presentarci delle immagini molto forti: alcune ragazze, vestite con gli abiti del brand, vengono fermate da alcuni poliziotti brasiliani.

    Ma le femministe insorgono. Il ministro del Turismo brasiliano non e’ molto contento della spiaggia sullo sfondo, che e’ quella di Ipanema. Le femministe italiane hanno boicottato la campagna, scrivendo sopra scritte come “stupidi”, “offensiva”, “istigazione alla violenza”.

    L’agenzia pubblicitaria F.&P. Friends si difende, parlando di “gogna mediatica”, di accuse assurde di “incitamento alla violenza, turbamento dell’equilibrio psichico degli adolescenti, lesione della dignità della donna e dei principi di civiltà e pacifica convivenza”. La societa’ dice di essersi ispirata a Thelma e Louise.

    Anche l’amministratore delegato di Relish si difende: “Sono convinto che la nostra campagna non sia in grado di generare una minima parte di quello che ci viene imputato”. Il linguaggio e’ “ironico e trasgressivo in linea con il target del brand”.

    Immagini prese da Donna.Tiscali.it.

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