Modelle magre in passerella: lo stop di LVMH e Kering

Le modelle magre in passerella rappresentano un cliché ma l’eccessiva magrezza non piace più ai due colossi del mondo della moda LVMH e Kering i quali hanno vietato di assumere modelle under 38 e con età inferiore a 16 anni.

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    Modelle magre in passerella: lo stop di LVMH e Kering

    Dalle fashion week di settembre in poi possiamo dire addio alle modelle magre in passerella, o almeno a quelle che hanno una taglia under 38 e hanno meno di 16 anni. Lo stop è stato dato dai due colossi LVMH e Kering che hanno vietato l’assunzione di indossatrici estremamente filiformi o giovanissime. Questa sembra essere una vera dichiarazione d’intenti che si tramuta facilmente in realtà. Già perché LVMH, che tra i suoi marchi di punta conta Fendi, Louis Vuitton e Givenchy, e Kering, patron di Gucci, Saint Laurent e Bottega Veneta, hanno pubblicato “The Charter on Working Relations With Fashion Models and Their Well-Being”, una specie di manifesto che migliora e regola le relazioni tra Maison e modelle.

    Nella Carta si dichiara esplicitamente che le modelle dovranno avere almeno una taglia 34, che corrisponde a una 38 italiana, e una 42 per gli uomini che si traduce in una 46. Inoltre dovranno avere più di 16 anni e qualora fossero minori non potranno bere alcol, saranno affiancati da un tutor, dovranno frequentare la scuola e non dovranno lavorare in orari che vanno dalle 22 alle 6 del mattino. Per quanto riguarda gli altri tutte le indossatrici avranno a disposizione uno psicologo durante l’orario di lavoro, cibo e bevande.

    A tal proposito si sono espressi i proprietari di entrambi i gruppi. François-Henri Pinault Ceo di Kering al New York Times ha dichiarato “Rispettiamo la dignità di tutte le donne, questo è sempre stato un impegno personale per me e una priorità per Kering come un gruppo. Attraverso l’istituzione di questa Carta e il nostro impegno a rispettare i suoi termini, stiamo nuovamente manifestando l’importanza di questo valore fondamentale in maniera molto concreta!”.

    Antoine Arnault di LVMH ha invece espresso: “Abbiamo la responsabilità di costruire nuovi standard per la moda e speriamo di essere seguiti da altri attori del nostro settore”.

    A questo punto non ci resta che vedere come si tramuta questa dichiarazione di intenti in passerella visto che le sfilate sono appena iniziate a New York e avremmo un lungo mese di eventi e fashion show.