Modelle, arrivano le sentinelle anti anoressia

Modelle, arrivano le sentinelle anti anoressia
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    Gli scatti di Isabelle Caro

    A Milano impazza la Settimana della moda in cui i più importanti stilisti stanno presentando le nuove collezioni per il prossimo autunno inverno 2011 2012, ed il comune di Milano si preoccupa della salute delle modelle grazie alle “sentinelle della salute”. Di disastri causati dai disturbi alimentari ne abbiamo visti ormai troppi e e dopo la morte di Isabelle Caro, modella simbolo della lotta all’anoressia avvenuta pochi mesi fa, l’allarme si è intensificato ulteriormente. Per controllare la presenza di modelle un po’ troppo magre sulle passerelle a Milano Moda Donna sono arrivate un gruppo di persone che durante le sfilate dovranno vigilare sulle modelle e soprattutto sulla loro magrezza.

    Il team, fortemente voluto dall’assessore alla salute del capoluogo lombardo, capitanato dalla ex indossatrice ed attrice Dalila Di Lazzaro, veglierà sulle ragazze che sfileranno in passerella e avrà l’arduo compito di segnalare la presenza di quelle potenzialmente affette da disturbi alimentari.

    In realtà l’iniziativa delle sentinelle della moda non è una novità di questa strepitosa edizione della fashion week milanese; la prima edizione, organizzata per la settimana della moda dello scorso settembre, aveva portato alla segnalazione di ben sei ragazze indicate come a rischio anoressia.

    Dalila Di Lazzaro, che sarà accompagnata da altre vip, ha dichiarato che spera di poter vedere presto in passerella delle forme armoniose e sane, come quelle celebrate da Versace; l’attrice ha citato come esempi delle splendide top model come Claudia Schiffer, Cindy Crawford, Naomi Campbell.


    Insomma, nonostante effettivamente l’anoressia non sia assolutamente una patologia legata solamente al mondo della moda, sarebbe comunque preferibile che gli stilisti non assumessero più ragazze con corpi a dir poco scheletrici.

    Vi propongo le parole di Gianpaolo Landi, il sopracitato assessore alla salute, che credo abbia centrato perfettamente il problema: “Credo che il metodo migliore per combattere il fenomeno sia quello del dialogo e della prevenzione. Siamo ben lungi dal demonizzare la moda del Made in Italy e del Fashion System, non possiamo che esserne fieri, tanto sono importanti per la nostra città. Ciò che disapproviamo è la magrezza patologica, che non ha nulla in comune con l’eleganza e non serve nemmeno a presentare al meglio i capi in passerella“.

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