Moda uomo autunno-inverno 2012/13 all’insegna della poesia e della libertà

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    dandy prada

    Il prossimo Autunno Inverno, appena andato in scena sulle passerelle di Milano Moda Uomo, ci ha mostrato subito la sua tendenza dominante: una sottile ma evidente ribellione che si traduce in un linguaggio poetico. Poesia e sogno infatti, sono il filo conduttore delle collezioni e dei temi dei designer per la prossima stagione fredda. Questo unico filo rosso si snoda in modo diverso, ma sempre con uno spirito che si appella ad una via di fuga, voltando le spalle allo strapotere dell’economia. Allo stesso tempo afferma il diritto di espressione onirica e poetica che mira ad un’eleganza irreprensibile. Il risultato è una moda maschile, affidabile e concreta nella sua bellezza, ma libera nel suo immaginario artistico.

    Sfila un poeta enigmatico che ripercorre “I fiori del male”, disegnato da Frida Giannini che per Gucci, ha voluto dare forma ad un esteta contemporaneo e fascinosamente maledetto.

    L’uomo piumato di Etro si eleva voltando le spalle a una realtà che gli sta troppo stretta, spiccando il volo, libero dal bisogno di certezze e rassicurazioni. Fortemente consapevole, anima nuovi volumi accattivanti e crea forme originali.

    E poi vi è anche chi recita una poesia dandy sulla passerella di Prada, che sembra un red carpet hollywoodiano animato da attori d’eccezione, capaci di incarnare versi in rima, in eleganti mises che rendono questi uomini potenti e con un fascino indiscutibile. Uomini a cui non mancano riferimenti anche storici magistralmente interpretati da attori del calibro di Willem Defoe, Gary Oldman, Tim Roth, Adrien Brody.

    Dolce & Gabbana, fedele al suo barocco, interpreta una poesia lirica fatta di dettagli snodati da filigrane dorate e molto altro. Un DNA che non smentisce l’anima contemporanea applicata a inflessioni dandy e barocche, con maestria sartoriale. Il tutto accompagnato dalle note sinuose fra le arie di Giuseppe Verdi.

    Il grande Gatsby si presenta stilisticamente ineccepibile sulla passerella di Corneliani, catturando l’attenzione, laddove nulla è dato al caso ma tutto è curato nei dettagli.

    Giorgio Armani si ispira ad Emily Bronte e al romanticismo poetico di Cime tempestose. La sua è una poesia fatta di eroismo, laddove interpreta con grande stile capi intramontabili come il montgomery, sottolineandone l’affidabilità di Emporio Armani.

    Ed è poesia anche la ribellione di Costume National che affida la sua collezione allo spirito sovversivo degli esordi del brand, ritrovando libertà espressiva e dando vita ad un uomo che cerca la sua identità nello spirito british anni’70.

    Uno charme tutto speciale che rievoca il poeta maledetto sfila, infine, sulla passerella di Cavalli. Più intimismo per i punti forti di questo brand, che traduce l’effetto coccodrillo o leopardato applicandolo a velluti o jaquard in versione stampata. Il risultato è un uomo raffinato e misterioso. Certamente una nuova interpretazione, applicata a uno spirito che si potrebbe definire la “new poetry” di Roberto Cavalli che assieme al figlio Daniele evoca creature di altri tempi, rese contemporanee non tanto da dettagli evidenti quanto da particolari più nascosti, quasi dei messaggi subliminali.

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