Milano Moda Donna, la seconda giornata vista da Giuseppe Di Rosalia per Stylosophy

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    sfilata prada

    Quando scrivo pezzi che riassumono un’intera giornata di sfilate di solito parto dal primo runway show che ho visto per arrivare poi all’ultima e chiudere il pezzo con delle frasi ad effetto che lasciano chi mi legge, almeno mi auguro, contento e soddisfatto di ciò che ho scritto. Oggi no, oggi per forza di cose devo partire dalla fine, o quasi.

    Comincio questo pezzo parlando di Prada, che ha volutamente continuato il racconto della sua moda con la collezione autunno/inverno2014-2015. Stessa scenografia: un teatro immaginato, questa volta arricchito, oltre che dall’orchestra, dalla voce spigolosa e tagliente di Barbara Sukova. Spigolosa come l’intelligenza della designer e tagliente come la collezione portata in scena. Si parte da abiti a sottoveste passando per abiti di lana, più simili a maglioni da indossare quando si ha la febbre e fuori piove. La Signora Prada tratta i dettagli in modo disordinato e sporco così sui cappotti invece di bordi e cuciture infila strisce di pelliccia di montone lungo e irregolare, e ancora quando si pensa di vedere outfit e cappotti puliti, in passerella incedono colori forti e sbagliati come l’oro, argento, rosso e marrone. Il richiamo al cinema tedesco degli anni ’70 è evidente, ma Prada riesce a far dimenticare anche questo e ci racconta il suo azzardo modaiolo, la sua ennesima soddisfazione professionale, mettendo tutti quanti nella condizione di pensare come sia possibile che un abito possa dire tutto questo e molto altro ancora. Andrea Incontri è uno di quei giovani stilisti che vorresti veder sfilare tutti i giorni con una collezione sempre nuova e sorprendersi come fosse la prima. Per il prossimo inverno ha mandato in scena una donna tenace, seducente e superficialmente sofisticata. I colori sono sobri all’inizio per rivelarsi alla fine più vivi e tridimensionali come l’arancio.

    cara delevingne per fendi primo look

    Da Fendi la collezione disegnata da Karl Lagerfeld e Silvia Venturini Fendi fa pensare più all’haute couture che al pret-à-porter di Milano. In passerella una serie di abiti di feltro, simili alle coperte dei dormitori militari, riempiti con le reti delle maglie da pallacanestro. I materiali sono lussuosissimi: coccodrillo, visone e castoro si mischiano tra loro, come fossero seta, dando prova di una leggerezza e di una versatilità che solo e soltanto gli artigiani italiani sanno fare. Sul finale, sorpresa dopo sorpresa arriva in passerella una bambola, miniatura dello stilista Karl Lagerfeld, costruita soltanto con pellicce policrome intagliate fino a rendere perfetto persino i dettagli come la cravatta e gli occhiali da sole. Roberto Cavalli per la sua linea JustCavalli recupera tutta l’arte rinascimentale della Toscana e la rivisita con una dose di rock e glamour buttandola su abiti corti e felpe in lana calde e morbide. Ennio Capasa fa scendere dai tacchi la sua donna e per il prossimo inverno le suggerisce di indossare creepers o mocassini dal ricordo maschile per abbinarli a capi dall’aria sportiva e il cuore sartoriale. Bianco, nero e viola sono i colori più forti.

    look moschino stile fast food

    Chiude il secondo giorno di moda Moschino che vede il debutto di Jeremy Scott alla direzione creativa del brand. In passerella l’irriverenza e l’allegria di uno dei migliori brand del panorama italiano. L’ispirazione è moderna, si parla di fast food e di come si consumano certi pasti. I tailleur sartoriali e le giacche di pelle ricordano la grande storia di questo marchio che con il nuovo designer punta ad andare ancora più in alto con questa collezione Autunno/Inverno 2014-2015.