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Il digitale sta vincendo sulla stampa tradizionale. Parola di Herbert Burda

Il digitale sta vincendo sulla stampa tradizionale. Parola di Herbert Burda
da in Fashion magazine, Internet Style
Ultimo aggiornamento:

    Hubert Burda

    Il digitale è sempre più forte. Tanto che sono in molti a ritenere che presto la carta stampata potrebbe arrivare ad una morte prematura, proprio a causa di internet e dell’informazione online, che attira sempre più utenti allontanandoli dal classico giornale stampato. Una tendenza che diventa sempre più realtà con l’aumentare dell’importanza di internet. Ne ha parlato anche Hubert Burda, responsabile di uno dei più grandi colossi dell’editoria mondiale. Che però dà speranze alla carta stampata.

    Hubert Burda ne ha parlato alla tavola rotonda promossa dalla Fieg, “Lo scenario futuro dei media, la stampa tra crisi e cambiamento”. Ed ecco alcuni passi dell’intervista letta su Repubblica. “La rivoluzione digitale ha lo stesso effetto storico della rivoluzione di Gutenberg. Di ciò non dubita più nessuno. Certo, Gutenberg, esaltato da tutti, è stato anche, scrisse Victor Hugo, l’uomo che ha distrutto un intero mondo: i libri scritti a mano, le illustrazioni filigranate… Lutero capì subito che doveva usare questa rivoluzione per propagare le sue tesi. Ma nel Nord Europa protestante sparirono le immagini.

    Rimasero da voi: c’erano Michelangelo e Raffaello. La Cappella Sistina fu il pendant della Bibbia di Gutenberg: comunicazione iconica contro comunicazione semantica. La rivoluzione digitale è la disponibilità delle immagini a tariffa zero. Quando per la prima volta BUNTE introdusse otto pagine con foto a colori, ciò costò 80mila marchi a numero. Oggi, il mondo digitale è gratis, e grazie a servizi come “flickr” o “youtube” le immagini sono tutte mobili”.

    “(…)Giornali, riviste, reti tv che non colgono l’occasione di andare su questa nuova piattaforma invecchieranno. Ma altro è se ho un marchio forte da medium tradizionale accoppiato a un website ben fatto. Le piattaforme video sono il making of the event, non solo l’evento in sé. Chi ha un grande marchio – Repubblica, l’Espresso, Panorama, Oggi, la Stampa, il Corriere – ha una chance. Gli editori di letteratura dovrebbero pensarci: si può fare una fiera del libro online quotidiana”.

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