Franca Sozzani interviene ad Harvard per parlare di moda e di disordini alimentari

Franca Sozzani interviene ad Harvard per parlare di moda e di disordini alimentari
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    Franca Sozzani

    Franca Sozzani è intervenuta ad Harvard, in occasione della 15° edizione dell’Annual Public Forum, organizzato dall’Harris Center for Education and Advocacy in Eating Disorders e che quest’anno ha affrontato il tema del rapporto tra salute e bellezza. La Sozzani, direttore di Vogue Italia, ha recentemente ricevuto la Legione d’Onore dal presidente francese Nicolas Sarkozy, soprattutto per via del suo impegno in questioni sociali di importanza internazionale. E chi meglio di lei poteva intervenire per cercare di far chiarezza sul collegamento che c’è tra l’industria della moda e i disordini alimentari?

    Da sempre il mondo della moda è accusato di essere la principale causa dell’altissima diffusione di casi di anoressia e, del resto anche la stessa Sozzani ha ammesso che il fashion system ha sicuramente le sue responsabilità nell’aver spinto la maggior parte dei paesi occidentali a vedere nella magrezza il simbolo della bellezza. Ma, del resto, non si possono imputare tutte le colpe al mondo della moda: secondo Franca Sozzani, infatti, anche il mercato farmaceutico e cosmetico avrebbero dato il loro contributo con la nascita di numerose diete estreme, pillole dimagranti nocive e prototipi di bellezza irraggiungibile e, molto spesso, inesistenti.

    Non è la prima volta che Franca Sozzani si batte contro la piaga dell’anoressia che, secondo le stime emerse dal convegno, colpisce “soprattutto le giovani donne tra i 12 e i 25 anni, ma si sta diffondendo anche tra gli adolescenti maschi, sebbene questo fenomeno sia meno studiato“. La direttrice di Vogue, infatti, ha sempre cercato di mostrare, dalle pagine della sua celebre rivista, che non esiste un solo canone estetico di bellezza sostenendo tutte le donne e mettendo in copertina delle splendide modelle “curvy” nel numero di giugno 2011.

    Dell’intervento di Franca Sozzani ci ha colpito anche la dura critica nei confronti di siti e blog favorevoli all’anoressia, un fenomeno davvero inquietante e che sembra destinato a non diminuire. “Perché siamo tanto scandalizzati dai siti pedopornografici e non facciamo assolutamente nulla contro quelli che insegnano a farsi del male e a procurarsi dolore per allontanarsi forzatamente dal cibo, fino a lasciarsi morire? Non è un crimine anche questo? Non è anche questa una forma di abuso sui più deboli?“. Parole davvero illuminanti che la Sozzani sta cercando di trasformare in qualcosa di concreto grazie ad una petizione, che conta già undicimila firme, in cui si chiede la chiusura di questi siti.

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