Dalida: il film con Sveva Alviti sulla vita, morte ed eccessi della diva triste [FOTO]

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    Dalida è il film con Sveva Alviti che narra la vita, la morte e gli eccessi di colei che era definita la diva triste. Il talento italiano, che ha ottenuto l’ambito ruolo, desiderato anche da Laetitia Casta e Penelope Cruz, ha vissuto per mesi nei panni della cantante e attrice scomparsa. Ha conosciuto i suoi luoghi, interpretato i suoi amori e le sue paure e ha imparato a muoversi esattamente come lei. Il film Dalida ha già riscosso un enorme successo in Francia, dove è uscito a gennaio. Il 15 febbraio sarà trasmesso anche su RaiUno. Per l’occasione Sveva Alviti è stata invitata a Sanremo 2017 per raccontare la sua esperienza nei panni di Dalida.

    Chi è Sveva Alviti?

    Sveva Alviti è un’attrice e una modella di Roma, nata nel 1984. Scoperta da Anna Peggion, si trasferisce a New York e diventa una delle indossatrici italiane più importanti e richieste. Nel frattempo si è dedicata alla sua più grande passione, la recitazione, frequentando diversi corsi. Dopo qualche apparizione, tra cui in Ameriqua nel 2010, è approdata al grande successo grazie al film Dalida, che racconta la storia della diva triste morta suicida. Questo ruolo le sta dando la fama sperata. La scelta da parte del regista di puntare proprio sull’attrice italiana sembra sia risultata vincente, tanto che la pellicola ha già sbancato il botteghino in Francia. Inoltre, la somiglianza tra le due è davvero disarmante.

    La storia di Dalida

    Somiglianza a parte, Sveva Alviti ha dovuto faticare molto per capire nel profondo la vera identità della diva triste. Dalida, il cui vero nome era Jolanda Cristina Gigliotti, è nata vicino Il Cairo il 17 gennaio del 1933, da genitori di origini calabresi. Sin da subito era chiaro a tutti che la sua bellezza lasciava senza fiato. Già a 17 anni vinse il concorso Miss Ondine e poi divenne Miss Egitto. Grazie a questi riconoscimenti, ha interpretato alcuni ruoli cinematografici. Tra i film di Dalida degli esordi vi ricordiamo Joseph et ses freres, realizzato insieme ad Omar Sharif.

    Il suo trasferimento a Parigi segnò la grande svolta. Nel 1956 decise di cambiare il suo nome e assumerne uno d’arte. Si ispirò al personaggio femminile di Sansone e Dalila, ma lo scenarista della “Villa D’Este” Fred Machard la convinse a cambiare l’ultima consonante con la D di Dio. In questo modo nacque il nome Dalida. Sempre quell’anno registrò il suo primo 45 giri Madona e in seguito Bambino, lanciata da Radio Europe 1. In questa occasione Dalida e Lucien Morisse, direttore della radio, si innamorarono e si sposarono nel 1961, ma, qualche mese dopo, l’artista si innamorò di Jean Sobieski, un giovane pittore conosciuto a Cannes. Il suo matrimonio terminò e, nel giro di poco, anche la nuova relazione.

    Nonostante la vita privata non procedesse a gonfie vele, Dalida vinse tantissimi premi, tra cui l’Oscar per la canzone con Charles Aznavour, e il disco di platino nel 1964: è stata la prima donna a vendere più di 10 milioni di copie. Era la cantante preferita dai francesi e tanti erano gli uomini affascinati da lei. Si legò a Christian de la Maziere, ma nel 1966 Dalida e Luigi Tenco si conobbero e si innamorarono.

    È proprio con il cantante italiano che la diva triste salì sul palco di Sanremo cantando insieme a lui quello che noi oggi conosciamo come un grandissimo successo del passato: Ciao amore ciao. La canzone, però, fu esclusa in un primo momento, poi accettata sotto minacce della stessa Dalida, e di nuovo eliminata dalla giuria. Il 26 gennaio Luigi Tenco si suicidò con un colpo alla tempia. Fu proprio Dalida a trovare il corpo dell’amato e, scossa dall’accaduto, solo un mese dopo tentò il suicidio. Fu scoperta in tempo da una cameriera e fu portata in salvo. A Luigi Tenco fu, da allora, sempre molto legata e a lui dedicava parole d’amore ogni qual volta ne aveva l’occasione.

    Nel 1969 si innamorò di un ragazzo italiano di 22 anni ma il suo staff la allontanarono da quella relazione, per evitare scandali. Qualche anno dopo, nel 1977, Dalida orchestrò il suo secondo tentativo di suicidio. Dieci anni dopo ci riprovò e questa volta ci riuscì. Studiò così attentamente ogni più piccolo passaggio che le fu semplice eludere tutti e abbandonarsi all’eternità. Il 3 maggio del 1987 Dalida morì dopo aver ingerito un cocktail di barbiturici. Accanto a lei fu stato ritrovato un biglietto: “La vita mi è insopportabile. Perdonatemi”.

    Nella gallery avete la possibilità di vedere le più belle foto di Dalida e qualche scatto di Sveva Alviti, che interpreta al cinema la compianta diva triste.