Commenti sulle sfilate di Milano Moda Uomo A/I 2012/2013 di oggi, lunedì 16 gennaio

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milano uomo ai 2012 13

E’ stato un lunedì affascinante a Milano: tutto merito delle passerelle della Settimana della Moda maschile del capoluogo lombardo, che sono andate in scena per la loro terza giornata. Domani, martedì 17 gennaio 2012, Milano Moda Uomo per il prossimo autunno-inverno 2012/2013 chiuderà ufficialmente i battenti: in programma abbiamo ancora moltissime passerelle degne di nota, con nomi prestigiosi del panorama internazionale, pronti a parlarci dei trend più glamour che l’uomo dovrà indossare. Vediamo allora quali sono state le proposte della giornata di oggi, la terza delle Sfilate di Moda di Milano.

Il calendario delle sfilate di Milano Moda Uomo A/I 2012/2013 di oggi è stato davvero intenso: abbiamo cominciato la mattinata con lo stile proposto in passerella da Dirk Bikkembergs, per continuare un’oretta dopo con l’uomo Iceberg che, come abbiamo notato nel video della sfilata, ci ha presentato una collezione elegante ma a tratti scanzonata, per venire incontro a tutte le esigenze maschili.

Abbiamo poi avuto l’onore di pranzare con il marchio di moda Gucci che ha sfilato con la sua collezione autunno-inverno 2012/2013, fatta di tonalità scure, che vestono l’uomo da capo a piedi, come possiamo notare dalla nostra galleria di immagini che ci tengo a riproporvi:

Il pomeriggio è poi stato caratterizzato dai bellissimi modelli di Etro (che se la giocano con quelli di Ermanno Scervino, nella lotta per i più affascinanti di questa edizione di Milano Moda Uomo!), dallo stile giovane ma non per questo meno chic di Z Zegna, per poi arrivare in serata ad uno dei miei brand preferiti, quel Moschino che anche per il suo autunno-inverno 2012/2013 sa deliziarci con soluzioni decisamente non banali!

La giornata è stata poi conclusa da Versace, che ha sfilato con il suo uomo per la stagione fredda che verrà alle ore 20: una sfilata che verrà ricordata a lungo!

Lun 16/01/2012 da Patrizia Chimera

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Bandil 8 febbraio 2012 06:30
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# Gianluca:“se caollrsse il sistema bancario italiano o addirittura lo Stato italiano, il posto di lavoro in azienda o nel pubblico rimarrebbe ben saldo? Ne dubito.”Nel 1929 negli USA, seguito il crollo delle borse e l’ondata di depressione, chi continuò a lavorare (nel pubblico e nel privato) stette meglio di prima. Il settore pubblico riuscì a proteggere i suoi lavoratori. Il problema si pose per chi venne licenziato nel privato.Da notare cmq che per la popolazione di colore non cambiò nulla, loro erano sempre stati “in depressione” ma nessuno ci faceva caso. Era normale che i neri fossero poveri. Solo quando anche i bianchi divennero poveri sorse il problema. Paradossalmente, se uno vive “da povero”, e scoppia una recessione, rischia di guadagnarci in temini di welfare. Il problema è che l’Italia non vive da povera, vive da ricca.Per quanto riguarda il lavoro in una multinazionale: sapeste quante persone vedo che si ammalano e muoiono per quel lavoro, in quella gabbia, in quel modo, in quello stress senza nome, senza rumore, senza vita, senza futuro. Eppure lavorano e sono ben pagati. Però non sono proprio vivi, direi vegeti. Direi che è un film fantastico in cui ogni giorno ti capita la stessa giornata, lo sai, cerchi di farlo finire in modo diverso, ma il destino è più furbo di te e dalla gabbia non esci.

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Upcptu 8 febbraio 2012 18:13
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