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Addio a Elio Fiorucci: lo stilista è morto a 80 anni

Addio a Elio Fiorucci: lo stilista è morto a 80 anni
da in Elio Fiorucci, Stilisti
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    Addio a Elio Fiorucci, morto a Milano all’età di 80 anni. Lo stilista italiano è stato trovato dalla sua assistente familiare senza vita nella sua abitazione sita in zona Porta Venezia. Al momento ancora non si conosce la causa del decesso.

    Elio Fiorucci: il tributo allo stilista

    Innovatore della moda italiana e influente anche all’estero, Elio Fiorucci sarà da tutti ricordato per lo stile pop, rivoluzionario e multicolor che l’ha contraddistinto negli anni del suo esordio nel fashion system. Lo stilista è nato il 10 giugno 1935, poco più di un mese ha spento 80 candeline. Si è buttato a capofitto nel mondo della moda seguendo le orme del padre. Inizialmente ha collaborato con il genitore per poi creare la sua linea. Nel 1967 ha aperto il primo negozio e nel 1970 ha iniziato a realizzare vestiti per il tempo libero, casualwear colorato e ironico puntando principalmente sui jeans.

    Il marchio Fiorucci in poco tempo diventa virale e conquista anche il settore americano e quello asiatico. I suoi abiti sono diventati un must e sono stati i preferiti di personaggi di spicco tra cui Andy Warhol, Grace Jones e Bianca Jagger. Nel 2003 ha lanciato il progetto Love Therapy mentre più tardi, nel 2014, ha collaborato con It@rt, che sostiene il Progetto Amazzonia del WWF, creando una t-shirt denuncia contro le pellicce d’angora.

    fiorucci fashion jeans

    I jeans Fiorucci hanno segnato e rivoluzionato il mondo della moda e non solo, grazie al taglio e alla perfetta vestibilità. Lo stilista ha capito come rendere questo capo di abbigliamento unisex estremamente femminile, riuscendo a esaltare la silhouette e risaltando il lato b di ogni donna grazie alle cuciture effetto lifting. Scoprite come leggendo questo prezioso ricordo raccolto da Andrea Scarpa, un’intervista in cui il maestro milanese rivela i segreti del suo denim:

    E.F. «Ibiza. Se mi chiede un ricordo legato all’estate penso immediatamente a Ibiza. E a un culo meraviglioso».
    Femminile o maschile?
    «Le sembrerò naif, ma io adoro le donne e il loro corpo. Sono il dono più bello che la natura ci ha fatto. Qualcosa di assolutamente sublime. È d’accordo con me?».
    Certo. Torniamo a Ibiza.
    «Nell’agosto del 1971 io e Cristina, che poi sarebbe diventata la mia seconda moglie, decidemmo di andare in vacanza a Ibiza, che in quegli anni era diventata l’isola dell’amore, dei giovani e della trasgressione».
    Lei già si occupava di moda?
    «Sì, nel 1967 avevo aperto il mio primo negozio a Milano, e volevo assolutamente andarci. Ogni viaggio per me è sempre stato fonte inesauribile d’ispirazione, quella volta poi…».
    Che cosa accadde?
    «Accadde qualcosa che cambiò la mia vita e quella di tanti altri.

    Da Milano arrivammo a Ibiza in aereo, via Barcellona, e subito noleggiammo una macchina. Non avevamo prenotato un albergo perché cercavamo una sistemazione divertente e avventurosa. Così, senza mappa e senza conoscere nessuno, imboccammo una lunga strada che portava al mare. Dopo un po’ cinque hippies australiani ci fermarono per un passaggio. Accettammo, ci stringemmo, e ripartimmo con loro».
    E poi?
    «Ci fermammo in una “Finca”, la casa tipica dei pastori dell’isola, dove c’erano tante altre persone. Era una specie di comune, proprio quello che cercavamo. C’era chi cantava, chi cucinava, chi meditava, e chi fumava di tutto. Ci accolsero come amici e andammo subito a tuffarci in mare con loro. Notai subito che tutte le ragazze rimasero in topless entrando in acqua con i jeans. Dopo un po’, vedendo una di loro uscire, rimasi folgorato».
    Cioè?
    «I jeans bagnati, all’epoca molto pesanti e solo unisex, aderivano perfettamente alle curve, fasciando il corpo in una maniera molto naturale e sensuale. Pensai subito: devo assolutamente fare jeans così, perché nessuno ci ha pensato finora? Rientrato a Milano, comprai un rotolo di tessuto denim per non dimenticare quell’intuizione. Dopo pochi giorni, segno del destino, ricevetti una strana telefonata da parte di Mario Morelli, capo modellista di Valentino. “Fiorucci, io e lei siamo milanesi. Se non lascio Roma, dove lavoro, mia moglie chiede il divorzio. Si è stufata di stare da sola a Milano. Mi assuma”. Gli risposi che il posto sarebbe stato suo, ma solo se mi avesse fatto i jeans da donna».
    Glieli fece?
    «Non fu facile, ma alla fine ci riuscì. Così i miei “Fashion Jeans” vendettero in tutto il mondo, cambiando la storia della moda. Determinante fu la prima modella che li indossò, una delle mie centraliniste. Cubana dal fisico statuario…».

    Leggi anche: Elio Fiorucci intervista inedita: «È mostruoso che i gay vogliano affittare l’utero di una donna per poi portarle via il bambino»

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